Da Grottammare un’indicazione per la crisi della politica

Nel commentare i risultati delle recenti elezioni amministrative, i media non hanno dato attenzione al caso di un Comune, che pure presenta un paio di peculiarità interessanti. Il Comune è Grottammare, si trova nelle Marche, e conta 16.000 abitanti. La prima peculiarità è che 19 anni fa è stato il primo Comune in Italia a introdurre, ispirandosi all’esempio di Porto Alegre in Brasile, il bilancio partecipativo (nel tempo il BP ha fatto da start up per numerosi altri percorsi partecipativi). La seconda è il fatto che il Comune sia retto ininterrottamente dal 1994 dalla stessa lista (che è anche un movimento che opera secondo i principi della democrazia deliberativa) “Solidarietà e partecipazione”, una lista civica di cui fanno parte i partiti della sinistra. Alle amministrative del 26 maggio è stato eletto al primo turno Piergallini, già Vice Sindaco nella Giunta uscente, che ha visto aumentare i consensi rispetto al 2008 (dal 46 al 52%). La terza peculiarità eclatante è che l’elettorato di Grottammare non è di sinistra: alle Politiche del 2008 oltre il 40% votò per il PdL (mentre la Sinistra di Bertinotti ebbe meno del 4%); a quelle del febbraio 2013 il PdL ha ottenuto il 21% e il M5S ben il 33% (e SEL meno del 3%!).

Anche qui l’astensionismo è aumentato: dall’82% di votanti nel 2008 al 70% nel 2013; ma si tratta pur sempre di una percentuale superiore ai dati registrati in altri comuni con una forte tradizione di partecipazione elettorale (si pensi al 59,4% di Imola o al 55,8% di Pisa alle ultime amministrative).

Sebbene sia verosimile che anche altri fattori abbiano contribuito ai consensi che la lista al governo ottiene da tanti anni, al di là della dimensione politica/’partitica’ (non mi interessa fare propaganda per nessuna formazione qui, sia ben chiaro), il dato interessante è la capacità della partecipazione – e in particolare il bilancio partecipativo – dei cittadini di produrre consenso e legittimazione. Una lezione su cui la classe politica – locali, regionali e nazionale- dovrebbe riflettere. 

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