bibliografia Democrazia partecipativa

E’ disponibile presos il sito della Biblioteca della regione Emilia-Romagna una bibliografia aggiornata sulla Democrazia parteciaptiva:

http://www.assemblea.emr.it/biblioteca/attivita-e-servizi/servizi-documentazione/bibliografie-tematiche/societa/teoria-politica/democrazia-partecipativa

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Due nuove pubblicazioni sulla partecipazione in Italia: Regioni e BP in Lazio

Segnalo due nuove pubblicazioni in tema di partecipazione dei cittadini appena apparse:

 

Angeloni, L., Festa, D., Giangrande, A., Mazzitelli, A., Troisi, R., Democrazia emergente. La stagione dei bilanci partecipativi a Roma e nel Lazio, Gangemi, Roma, 2013.

 

De Santis, Valeria, La partecipazione democratica nell’ordinamento delle Regioni, Giappicchelli, Torino, 2013 (48 euro).

 

Rodolfo

Iniziiativa dei cittadini europei

L’Unione Europea ha introdotto nel Trattato di Lisbona il diritto di iniziativa dei cittadini che possono raccogliere 1 milione di firme in 7 paesi diversi per presentare proposte di legge direttamente alla Commissione. Vi segnalo dunque questa specifica iniziativa, firmata per ora da circa 11.000 europei, per la libertà d’informazione e il pluralismo dei media. Sia come ‘metodo’ che come contenuto mi sembra meritevole della nostra attenzione: http://www.mediainitiative.eu

 

 

Rodolfo

DIstrazione

Il Land Vorarlberg (Austria) da diversi anni é molto attivo nel coinvolgimento dei propri cittadini, al punto che il Governo (di centro-destra) del Land ha voluto introdurre nell’art. 1 della propria Costituzione il principio della partecipazione sia in forma di democrazia diretta (referendum e petizioni) che la democrazia partecipativa.

https://dk-media.s3.amazonaws.com/AA/AL/diapraxis/downloads/284149/WC_New_Legislation.pdf

 

Rodolfo

La qualità della deliberazione. processi dialogici tra cittadini

E’ appena uscito presso l’editore Carocci  il volume ‘La qualità della deliberazione. processi dialogici tra cittadini’ a cura di Luigi Bobbio, con contributi di Bobbio, Fedi, Fiket, Isernia, Lanzara, Lewanski, Lupo, Mannarini, Olmastroni, Ravazzi, Pellizzoni, Penco, Pomatto, Sozzi, Zanetti. Il volume contiene i risultati di una ricerca triennale  PRIN finanziata dal Miur che ha analizzato in profondità e da diverse prospettive tre casi (Pietrasanta, Castelfranco di Sotto e Biennale della democrazia sul federalismo a Torino)

Da Grottammare un’indicazione per la crisi della politica

Nel commentare i risultati delle recenti elezioni amministrative, i media non hanno dato attenzione al caso di un Comune, che pure presenta un paio di peculiarità interessanti. Il Comune è Grottammare, si trova nelle Marche, e conta 16.000 abitanti. La prima peculiarità è che 19 anni fa è stato il primo Comune in Italia a introdurre, ispirandosi all’esempio di Porto Alegre in Brasile, il bilancio partecipativo (nel tempo il BP ha fatto da start up per numerosi altri percorsi partecipativi). La seconda è il fatto che il Comune sia retto ininterrottamente dal 1994 dalla stessa lista (che è anche un movimento che opera secondo i principi della democrazia deliberativa) “Solidarietà e partecipazione”, una lista civica di cui fanno parte i partiti della sinistra. Alle amministrative del 26 maggio è stato eletto al primo turno Piergallini, già Vice Sindaco nella Giunta uscente, che ha visto aumentare i consensi rispetto al 2008 (dal 46 al 52%). La terza peculiarità eclatante è che l’elettorato di Grottammare non è di sinistra: alle Politiche del 2008 oltre il 40% votò per il PdL (mentre la Sinistra di Bertinotti ebbe meno del 4%); a quelle del febbraio 2013 il PdL ha ottenuto il 21% e il M5S ben il 33% (e SEL meno del 3%!).

Anche qui l’astensionismo è aumentato: dall’82% di votanti nel 2008 al 70% nel 2013; ma si tratta pur sempre di una percentuale superiore ai dati registrati in altri comuni con una forte tradizione di partecipazione elettorale (si pensi al 59,4% di Imola o al 55,8% di Pisa alle ultime amministrative).

Sebbene sia verosimile che anche altri fattori abbiano contribuito ai consensi che la lista al governo ottiene da tanti anni, al di là della dimensione politica/’partitica’ (non mi interessa fare propaganda per nessuna formazione qui, sia ben chiaro), il dato interessante è la capacità della partecipazione – e in particolare il bilancio partecipativo – dei cittadini di produrre consenso e legittimazione. Una lezione su cui la classe politica – locali, regionali e nazionale- dovrebbe riflettere.